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  icaroflyon La Verità non è una pietra preziosa,che si possa mettere in tasca e portare via con se. E' un mare immenso nel quale sprofondare» (Musil, L'uomo senza qualità)
 
Accade anche questo...
 













Anna ed Io

Ego scriptor








All together

I was alone in my bed


and I couldn't understand
what I will do in my life
cause it was out of sight.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul.
I can't perceive my low arms
paralysed by frailties things,
and my brain decline with others
amassed in the culture conformism.
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
I was alone in the bad
of  baby-killers full armed
in a world bursting of war,
and in all faces, wasn't love…
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and the world stay on a reef
by defiance of international law, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do...
_


Tomorrow is best than today
Tomorrow come from our brain
Tomorrow is best than today
Tomorrow we're living on way
Tomorrow is best than today
 
 



La canzone popolare

Alzati che si sta alzando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu, che hanno mandato più lontano
per poi giocargli il ritorno sempre all'ultima mano
e sono io oppure sei tu, chi ha sbagliato più forte
che per avere tutto il mondo fra le braccia
ci si e' trovato anche la morte
sono io oppure sei tu, ma sono io oppure sei tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io lo vedi da te, arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora e poi ti cerco con le mani
sono io, lo vedi da te, mi riconosci, lo vedi da te
alzati che sta passando la canzone popolare
sono io, sono proprio io,
che non mi guardo più allo specchio
per  non vedere le mie mani più veloci,
ne' il mio vestito  più vecchio
e prendiamola fra le braccia questa vita danzante
questi pezzi di amore caro, quest'esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu, che sono io e che sei anche tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
alzati che sta passando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da chiarire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da cantare ancora, si capirà.




Ballata della Speranza


David Maria Turoldo

Tempo del primo avvento


tempo del secondo avvento
sempre tempo d'avvento:
esistenza, condizione
d'esilio e di rimpianto.
Anche il grano attende
anche l'albero attende
attendono anche le pietre
tutta la creazione attende.
Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da nascere.
(Quando per la donna è giunta la sua ora 
è in grande pressura
ma poi tutta la sua tristezza
si muterà in gaudio
perché è nato al mondo un uomo.)
Questo è il vero lungo inverno del mondo:
Avvento, tempo del desiderio
tempo di nostalgia e ricordi
(paradiso lontano e impossibile!)
Avvento, tempo di solitudine
e tenerezza e speranza.
Oh, se sperassimo tutti insieme
tutti la stessa speranza
e intensamente
ferocemente sperassimo
sperassimo con le pietre
e gli alberi e il grano sotto la neve
e gridassimo con la carne e il sangue
con gli occhi e le mani e il sangue;
sperassimo con tutte le viscere
con tutta la mente e il cuore
Lui solo sperassimo;
oh se sperassimo tutti insieme
con tutte le cose
sperassimo Lui solamente
desiderio dell'intera creazione;
e sperassimo con tutti i disperati
con tutti i carcerati
come i minatori quando escono
dalle viscere della terra,
sperassimo con la forza cieca
del morente che non vuol morire,
come l'innocente dopo il processo
in attesa della sentenza,
oppure con il condannato
avanti il plotone d'esecuzione
sicuro che i fucili non spareranno;
se sperassimo come l'amante
che ha l'amore lontano
e tutti insieme sperassimo,
a un punto solo
tutta la terra uomini
e ogni essere vivente
sperasse con noi
e foreste e fiumi e oceani,
la terra fosse un solo
oceano di speranza
e la speranza avesse una voce sola
un boato come quello del mare,
e tutti i fanciulli e quanti
non hanno favella
per prodigio
a un punto convenuto
tutti insieme
affamati malati disperati,
e quanti non hanno fede
ma ugualmente abbiano speranza
e con noi gridassero
astri e pietre,
purché di nuovo un silenzio altissimo
- il silenzio delle origini -
prima fasci la terra intera
e la notte sia al suo vertice;
quando ormai ogni motore riposi
e sia ucciso ogni rumore
ogni parola uccisa
- finito questo vaniloquio! -
e un silenzio mai prima udito
(anche il vento faccia silenzio
anche il mare abbia un attimo di silenzio,
un attimo che sarà la sospensione del mondo),
quando si farà questo
disperato silenzio
e stringerà il cuore della terra
e noi finalmente in quell'attimo dicessimo
quest'unica parola
perché delusi di ogni altra attesa
disperati di ogni altra speranza,
quando appunto così disperati
sperassimo e urlassimo
(ma tutti insieme
e a quel punto convenuti)
certi che non vale chiedere più nulla
ma solo quella cosa
allora appunto urlassimo
in nome di tutto il creato
(ma tutti insieme e a quel punto)
VIENI VIENI VIENI, Signore
vieni da qualunque parte del cielo
o degli abissi della terra
o dalle profondità di noi stessi
(ciò non importa) ma vieni,
urlassimo solo: VIENI!
Allora come il lampo guizza dall'oriente
fino all'occidente così sarà la sua venuta
e cavalcherà sulle nubi;
e il mare uscirà dai suoi confini
e il sole più non darà la sua luce
né la luna il suo chiarore
e le stelle cadranno fulminate
saranno scosse le potenze dei cieli.
E lo Spirito e la sposa dicano: Vieni!
e chi ascolta dica: vieni!
e chi ha sete venga
chi vuole attinga acqua di vita
per bagnarsi le labbra
e continuare a gridare: vieni!
Allora Egli non avrà neppure da dire
eccomi, vengo - perché già viene.
E così! Vieni Signore Gesù,
vieni nella nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte,
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita;
e neppure un fratello
conosce il volto del fratello
tanta è fitta la tenebra;
ma solo questa voce
quest'unica voce
questa sola voce si oda:
VIENI VIENI VIENI, Signore!
- Allora tutto si riaccenderà
alla sua luce
e il cielo di prima
e la terra di prima
son sono più
e non ci sarà più né lutto
né grido di dolore
perché le cose di prima passarono
e sarà tersa ogni lacrima dai nostri occhi
perché anche la morte non sarà più.
E una nuova città scenderà dal cielo
bella come una sposa
per la notte d'amore
(non più questi termitai
non più catene dolomitiche
di grattacieli
non più urli di sirene
non più guardie
a presiedere le porte
non più selve di ciminiere).
- Allora il nostro stesso desiderio
avrà bruciato tutte le cose di prima
e la terra arderà dentro un unico incendio
e anche i cieli bruceranno
in quest'unico incendio
e anche noi, gli uomini,
saremo in quest'unico incendio
e invece di incenerire usciremo
nuovi come zaffiri
e avremo occhi di topazio:
quando appunto Egli dirà
"ecco, già nuove sono fatte tutte le cose"
allora canteremo
allora ameremo
allora allora...

I Limoni
Eugenio Montale

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli 
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose 
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo 
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.



Sogna Ragazzo Sogna
Roberto Vechioni


E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.


Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più;
sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu ...


Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu...


Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre:
perchè hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo, sogna, quando lei si volta, quando lei non torna.
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più:
sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerà 1'amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu.

Sogna, ragazzo, sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria.
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania.
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.


Ciao Amore Ciao
Luigi Tenco

 

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.


Notte prima degli esami
Antonello Venditti

 

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.


I migliori anni della nostra vita
Renato Zero

 

Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa
e che bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa
tu come un gentiluomo
ed io come una sposa
mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere,
c'è aria di tempesta.
Sarà che noi due
siamo di un altro lontanissimo pianeta
ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta
tutti vogliono tutto per poi accorgersi
che è niente,
noi non faremo come l'altra gente
questi sono e resteranno per sempre
i migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.

Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e nudi
come pugili dopo un incontro
come gli ultimi sopravvissuti,
forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti
e che tutta quella tristezza
in realtà non è mai esistita.
I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita.

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.


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4 settembre 2009

La Moratti: «No a festa Pd, sono a dieta»

La Moratti: «No a festa Pd, sono a dieta»
Majorino: «Ordini di Berlusconi»

Il sindaco non parteciperà alla kermesse al Palasharp: «Mi hanno invitato a cena, non a un dibattito»

 

Letizia Moratti (Newpress)
Letizia Moratti (Newpress)
MILANO
- «Sono sempre andata alla Festa del Pd per confrontarmi sui temi politici, ma quest'anno mi hanno invitata a una cena. Sono a dieta e preferisco mangiare con la mia famiglia»: questa la risposta con cui, dopo aver procrastinato per alcuni giorni, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha declinato l'invito del Pd milanese a partecipare alla Festa democratica in corso al Palasharp. «Il sindaco Moratti non vuole partecipare alla festa. Lo dica senza cercare scuse», è la secca replica del capogruppo del Pd in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino.

«BLOCCATA DAL PREMIER» - Majorino smentisce di aver invitato il sindaco a cena anziché a un dibattito politico: «Come il sindaco sa bene, le cose stanno diversamente. Verbalmente e in forma scritta più volte in queste settimane abbiamo con garbo, cortesia e decisione, richiesto la presenza del sindaco a partecipare a uno degli incontri politici in programma, disponibilissimi a concordare taglio e contenuti». Majorino ha citato tra l'altro una lettera inviata il 25 agosto al sindaco in cui la invitava «a intervenire a uno degli incontri sulla città di Milano previsti alla Festa Democratica» chiedendole poi «le date e gli orari che le permetterebbero di partecipare». «La verità - conclude Majorino - dunque, è banalmente un'altra: il sindaco non ha ottenuto l'autorizzazione dal presidente Berlusconi a partecipare o non ha desiderato svolgere la funzione di primo cittadino di tutti. Ne prendiamo atto e auguriamo al Sindaco buon divertimento alla Festa Padana».




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15 ottobre 2008

Il caso di una ragazza con problemi di sviluppo nella provincia di Nuoro. Ha 24 anni ma è come se ne avesse sei. L'asilo ha deciso di lasciarla a casa.

NUORO - Ventiquattro anni all'anagrafe ma il corpo e la mente di una bambina di sei, che non le consente di vedere, sentire, parlare. È la storia di una giovane nuorese che da due anni aveva trovato un'importante ragione di vita nello stare con i bambini e gli insegnanti in una scuola materna privata cittadina. Quest'anno invece la scuola che accettava di ospitarla, nonostante la sua età, ha opposto un garbato ma deciso diniego a causa, ufficialmente, del gran numero di iscrizioni.

L'ESCLUSIONE - Così da quindici giorni il suo umore è cambiato e anche quello dei suoi genitori poiché ogni mattina la sua aspettativa di uscire di casa e andare a scuola resta delusa. La ragazza ha un insegnante pagato dai genitori e avrebbe solo voluto trascorrere alcune ore della giornata a sentire gli altri giocare e parlare. Ha solo bisogno di un po' di spazio e di molta compagnia ma nessuna scuola sinora ha accettato di ospitarla trincerandosi dietro al fatto che l'obbligo scolastico per lei non esiste più. Unica eccezione la disponibilità all'accoglienza da parte del sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, ma i chilometri di distanza sono troppi. L'assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro ha offerto come soluzione la permanenza in un Centro diurno per adulti specializzato per accogliere i disabli, inaccettabile poiché al di là della sua data di nascita la giovane è fisicamente solo una bambina che riconosce i bambini come suoi simili.




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3 ottobre 2008

Ig Nobel: vince anche un italiano. Studia la percezione delle patatine Premiato il 38enne Zampini: il cibo è migliore se fa rumore

BOSTON (USA) - «La patatina tira», recitava una pubblicità italiana di una celebre marca di snack.
Probabilmente gli ideatori delle campagne non sapevano che al tentativo di spiegare perché piacciono le patatine c'era chi aveva dedicato lunghe notti insonni in laboratorio. C'è infatti anche un italiano fra i vincitori di quest'anno dell'Ig Nobel, il riconoscimento che gli scienziati danno agli studi più strani o divertenti. Si tratta di Massimiliano Zampini, 38 anni, ora in forze al Centro Interdipartimentale Mente-Cervello di Trento. Il premio è andato alla ricerca condotta quando si trovava a Oxford con Charles Spence sulla percezione delle patatine.

PREMIO - La cerimonia si è tenuta al teatro dell'università di Harvard, i cui studenti sono fra gli organizzatori insieme alla rivista «Annals of improbable research». In tutto sono dieci i premi che sono stati consegnati dal premio Nobel «vero» per la chimica William Lipscomb.
Nella sua ricerca, pubblicata sul Journal of Sensory Studies, Zampini ha dimostrato che al variare del suono prodotto dalle patatine cambia anche la percezione che il soggetto ha di alcune loro caratteristiche, come la freschezza e la croccantezza. Una ricerca che mira a scoprire il ruolo dei diversi sensi nella percezione, ma che si è meritata il premio per il suo risvolto divertente.

GLI ALTRI RICONOSCIMENTI - Ma oltre a Zampini sono stati premiate anche altre ricerche strampalate. L’Ig Nobel per la medicina è andato a Deborah Anderson, della Boston School of Medicine, che ha messo alla prova la leggenda urbana che vuole la Coca Cola - oltre che efficiente stura lavandini - è anche anticoncezionale di sicura efficacia: e in effetti, le prove di laboratorio hanno dimostrato che la ’Coke’ è una spietata spermicida, specie - per motivi rimasti inspiegati - la "Diet Coke". La Coca Cola non ha rilasciato commenti.
Dan Ariely, economista della Duke Univesrity, si è assicurato il premio per aver dimostrato che i placebo più cari sono più efficaci di quelli a buon mercato, in ossequio al principio che se costa di più ci sarà pure un buon motivo: la case farmaceutiche che vendono prodotti generici ne avranno ora uno ottimo per ridisegnare le confezioni e ritoccare i prezzi.
Lo studioso Geoffrey Miler ha invece messo alla prova gli studi che indicavano come le donne fossero più attraenti per gli uomini quando al massimo della fertilità: e in effetti, i guadagni di 18 spogliarelliste dimostravano che la media passava da circa 250 dollari ogni 5 ore di turno a 400 dollari nei periodi giusti. Infine l’Ig Nobel per l’archeologia (disciplina che non viene considerata da Stoccolma) è finito al brasiliano Astolfo Gomes de Mello dell’Università di San Paolo, il quale ha dimostrato come gli armadilli - che scavano tunnel sotterranei come le talpe - sono in grado di "disturbare" i reperti interrati di diversi metri causando confusione nella successiva datazione.




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19 settembre 2008

Hooligans convertiti: in Argentina diventano gli sceriffi degli stadi In 160 hanno firmato un decalogo di comportamento e ora seguono le partite per assicurare l'ordine

WASHINGTON – Da hooligans a spettatori per bene, anzi a sceriffi privati che mantengono l’ordine negli stadi di calcio. Questa la improvvisa metamorfosi compiuta da decine di leader dei gruppi di tifosi più violenti in Argentina. Il miracolo - che chissà non si possa ripetere in Italia – è dovuto a Fabiana Rubeo, un’avvocatessa di 40 anni. La bionda ed elegante signora, una malata di football, è riuscita a fare firmare a circa 160 capi hooligans un “Decalogo del buon comportamento”. E a dispiegare in due partite una loro polizia, con walkie talkie e in giacche a vento azzurre, che ha mantenuto un perfetto ordine. La storia di Fabiana ha attratto l’attenzione degli Stati Uniti, dove la violenza negli stadi è peraltro inferiore che in Argentina e in Italia, e in particolare del Wall Street Journal, che le ha dedicato un articolo intitolato “La signora Rubeo insegna agli hoolingans a essere gentili”.

250 VITTIME NEGLI STADI - In realtà in Argentina, dove secondo il giornalista Amilcar Romero la violenza negli stadi ha fatto circa 250 vittime negli ultimi 50 anni, l’iniziativa di Fabiana Rubeo è oggetto di polemiche: non tutti i gruppi di tifosi armati, quelli del River Plate a esempio, hanno firmato il suo “Decalogo”; i sanguinosi scontri sugli spalti e fuori non sono finiti; numerosi giornali la hanno accusata di scavalcare le forze dell’ordine; e alcuni parlamentari hanno chiesto una indagine definendola “ingenua”. Ma Fabiana, che è figlia di un ex senatore, sostiene di essere sulla strada giusta: "I risultati parlano da soli” ha dichiarato al Wall Street Journal. “Il governo ha vietato a molti hoolingans l’ingresso negli stadi facilitando il mio compito. I più stanno imparando che per vedere le partite devono essere disarmati, pacifici e rispettosi della legge”. Inizialmente, l’iniziativa dell’avvocatessa, soprannominata dai seguaci “L’angelo del calcio”, stentò a decollare.

IL DECALOGO - Nel 2006 Fabiana fondò un’associazione, Nuovi orizzonti per il mondo, con un capitale di 100 mila dollari, ma ha potuto varare il suo ”Decalogo” solo lo scorso agosto. I comandamenti sono semplici, da non provocare scontri con i tifosi avversari e con la polizia a non rubare i palloni, e dal tenere lontano gli spacciatori di droga a non sventolare striscioni offensivi. Per sincerarsi che li osservino, la Rubeo, descritta dal Wall Street Journal come una donna energica e senza paura, si reca allo stadio con i tifosi. E prima di ogni partita, si consulta con il club di casa e la polizia. “La questione è semplice” ha spiegato. “Chi si comporta male viene punito, chi si comporta bene premiato. Lo capiscono anche i più violenti”. In che cosa consiste il premio? Due esempi, non necessariamente da imitare in Italia. L’anno scorso, Fabiana pagò tutte le spese a 20 capi hooligans che avevano tenuto a bada i tifosi dell’Indipendent durante il campionato perchè assistessero a un torneo in Venezuela. E questo mese ne ha reclutati altri in funzione di sceriffi privati pagandoli 50 dollari a volta: ha riferito il Wall Street Journal che a una partita i vandali convertiti hanno salvato un tifoso caduto nella fossa d’acqua che separa il campo di calcio dagli spettatori. La prossimo missione della Rubeo: spezzare i legami che esistono tra i club e i facinorosi, chiamati in Argentina “barras bravas”.

Ennio Caretto




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12 settembre 2008

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!

Sarah Palin: «Guerra alla Russia? Forse»  «ho la preparazione giusta per questo incarico». Prima intervista televisiva della candidata repubblicana alla vicepresidenza. Con qualche incertezza. 


Sarah PalinNEW YORK - È pronta all'incarico che le ha offerto John McCain e, se le circostanze lo rendessero necessario, anche a prendere il posto del presidente. Sarah Palin debutta in tv con la prima intervista da quando è diventata la candidata vicepresidente repubblicana e dall'Alaska manda un avvertimento al di là dello stretto di Bering: l'America vuole l'estensione della Nato ad altri paesi ex sovietici e se la Russia facesse un bis dell'invasione della Georgia, è pronta anche alla guerra. «Ucraina e Georgia meritano di entrare nella Nato», ha detto la Palin a Charles Gibson, il giornalista della Abc che ha avuto l'esclusiva dell'intervista più attesa in questi giorni negli Usa. Se Tbilisi fosse stata già parte dell'Alleanza o se la Russia invadesse uno stato membro, ha detto la Palin, gli Usa potrebbero entrare in guerra con Mosca, «perché questo è l'accordo che prendi quando sei un alleato della Nato: se un altro paese viene attaccato, devi aspettarti di venir chiamato in aiuto».




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10 settembre 2008

Ginevra, acceso il super acceleratore. Applausi, brindisi e ottimismo al Cern. Il primo fascio di protoni, «sparato» nell'anello di 27 chilometri, ha completato senza problemi il primo giro di G. Caprara

L'Atlas, un'altra parte dell'acceleratore  (Ansa)GINEVRA - Nonostante i «piccoli problemi elettrici» sorti nella notte, si è acceso l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Colider (Lhc) del Cern di Ginevra. Il primo fascio di protoni è stato «sparato» e ha già completato il primo giro dell'anello lungo 27 chilometri della più grande macchina mai costruita al servizio della fisica. I ricercatori del centro di controllo del Cern di Ginevra hanno accolto con un applauso il completamento della prima fase dell'esperimento. Un grande applauso e un brindisi hanno salutato l'evento storico anche nella sede dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a Roma, in collegamento con il Cern di Ginevra. La tensione era altissima, a Roma come a Ginevra, dove i ricercatori hanno seguito le ultime fasi del percorso del fascio di protoni nell'anello dell'acceleratore seduti in cerchio attorno ai monitor del centro di controllo dell'Lhc. Erano presenti tutti gli ex direttori generali del Cern, compresi gli italiani Luciano Maiani, oggi presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e Carlo Rubbia. «È più emozionante di un lancio spaziale», ha detto il presidente dell'Infn, Roberto Petrozio, commentando tutte le fasi dell'evento. «Quello di oggi è un lancio del microcosmo che promette di avere un'importanza fondamentale per la fisica».

LAMPO DI PROTONI - Durante il giro è stato osservato anche un lampo di particelle mentre il fascio di protoni attraversava il gas residuo presente nel rivelatore di uno dei quattro esperimenti, il Cms. Non si tratta, naturalmente, di una collisione fra protoni perché in questo momento sta circolando un solo fascio, ma è la prima evidenza che tutto sta funzionando bene.

CACCIA ALLA «PARTICELLA DI DIO - Sono partiti dunque i quattro esperimenti previsti nel progetto più ambizioso della fisica moderna: gli scienziati sperano che possa materializzarsi il bosone di Higgs, detta la «particella di Dio», una particella inafferrabile che spiega l'esistenza della massa, mai individuata, ma solo ipotizzata dallo scienziato scozzese Peter Higgs. In sostanza si spera di ricreare le condizioni del Big Bang che ha generato l'universo svelando i misteri della fisica particolare. Altri esperti tuttavia hanno manifestato il timore che si possa invece generare anti-materia - i cosiddetti buchi neri - e questo ha scatenato l'interesse generale nei confronti della fisica delle particelle prima dell'avvio della macchina. Il Cern ha assicurato che le preoccupazioni sono infondate e che il Large Hadron Collider è sicuro.

«LA SPERANZA DI GRANDI SCOPERTE» - «Abbiamo due emozioni: la soddisfazione per aver completato una grande missione e la speranza di grandi scoperte davanti a noi». Così Robert Aymar, direttore generale del Cern di Ginevra, ha commentato il via agli esperimenti del maxi-acceleratore.




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16 luglio 2008

L'alpinista altoatesino è caduto in un crepaccio sul Nanga Parbat. Quasi nulle le speranze di salvarlo

Disperso Unterkircher «Impossibile salvarlo»

BOLZANO -
L'alpinista altoatesino Karl Unterkircher è disperso sul Nanga Parbat (8.125 m). Come ha riferito ai parenti il suo compagno di cordata Simon Kehrer via telefono satellitare, Unterkircher è caduto in un crepaccio durante la scalata della parete Rakhiot. Le speranze di recuperare l'alpinista di 38 anni ancora in vita sono quasi nulle. La notizia è stata confermata dal manager di Unterkircher, Herbert Mussner.

I DUE COMPAGNI DEVONO PROSEGUIRE VERSO LA VETTA - «Walter Nones e Simon Kehrer stanno proseguendo con la scalata del Nanga Parbat perché tornare a valle per la stessa via è impossibile», ha poi aggiunto Mussner. «Alle 6 di questa mattina - ha detto Mussner - mi ha chiamato Simon dicendo che Karl era caduto in un crepaccio e che il suo corpo era coperto di neve». Visto l'impossibilità di recuperarlo con i mezzi a disposizione Nones e Kehrer hanno deciso di proseguire con la scalata.

L'ULTIMA MAIL: «MI FANNO PAURE LE SCARICHE DI GHIACCIO» - «Sono le scariche di ghiaccio che mi fanno paura», aveva scritto pochi giorni fa Unterkircher in una email inviata via telefono satellitare dal campo base. «La cosa migliore per evitare veramente sgradevoli imprevisti, sarebbe rinunciare al progetto. Fin'ora però tutto è andato bene, mica ci tireremo indietro adesso?», aveva aggiunto. Prima, il 13 luglio, aveva annotato queste altre riflesioni: «Sono straiato nella mia tenda e provo a continuare a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, la mia mente è fissata su quella parete. La parete Rakhiot, su quel stramaledetto seracco in mezzo alla parete. In quella fascia di ghiaccio, che ci ostruisce la via di salita».

L'OBIETTIVO ERA UNA VIA NUOVA - Unterkircher, Walter Nones e Simon Kehrer volevano aprire una via ancora inviolata sulla parete Rakhiot. Il Nanga Parbat (8.125 m) è considerato una montagna particolarmente difficile. Qui nel 1970 morì Guenther Messner durante una drammatica attraversata con il fratello Reinhold. Unterkircher, che nel 2004 scalò Everest e K2 in una sola stagione, negli ultimi anni si è dedicato alle cime e alle pareti inviolate. Ha così scalato in prima assoluta il Mount Genyen (un seimila in Cina), lo Jasemba (un settemila in Nepal in compagnia di Hans Kammerlander) e la parete Nord del Gasherbrum 2.

SULLA STESSA MONTAGNA MESSNER PERSE IL FRATELLO GUENTHER - Il Nanga Parbat è la stessa montagna dove nel 1970 morì il fratello di Reinhold Messner, Guenther. Il 23enne era finito sotto una valanga durante una spedizione con Reinhold. Negli anni scorsi il ghiacciaio ha restituito resti del suo corpo. In passato Reinhold Messner era spesso stato accusato da alcuni colleghi di avere abbandonato il fratello in difficoltà. Seguì una delle più accanite vertenze nella storia dell'alpinismo tra Messner e l'ex collega di scalate Max von Kienlin. Solo lo scorso dicembre il caso è stato chiuso con una conciliazione davanti al tribunale di Amburgo, che ha messo a tacere per sempre gli accusatori dell'alpinista italiano.




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8 luglio 2008

«Jim Morrison è ancora vivo» Parla Manzarek, ex tastierista dei Doors: non è morto nel 1971, si è solo trasferito alle Seychelles

I Doors all'inizio degli anni '70 (Archivio Corsera)LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Jim Morrison come Elvis? Il leader dei Doors per qualcuno è ancora vivo, proprio come il re del rock.

Morrison avrebbe simulato la sua morte nel 1971 e oggi vivrebbe in incognito alle Seychelles: lo ha rivelato Ray Manzarek, ex tastierista del mitico gruppo rock statunitense, al tabloid britannico «Daily Mail».

LA STORIA - Trentasette anni fa il leggendario cantante è stato trovato morto nella vasca da bagno del suo appartamento parigino. Le speculazioni su un’eventuale montatura non si sono mai fermate: ufficialmente è morto per collasso cardiaco, ufficiosamente per un’overdose di eroina. Manzarek non la pensa così e ha raccontato la sua teoria al quotidiano britannico: «Jim era un’anima inquieta, era sempre in cerca di qualcosa di diverso nella vita, e anche sei anni di successo e di eccessi con i Doors non erano abbastanza per lui». Un anno prima di morire, Morrison mostrò ai suoi compagni una brochure delle Seychelles e disse: «Non sarebbe un luogo perfetto per fuggire, mentre tutti pensano che sei morto?». Al tempo Manzarek non ci diede molto peso. Quando apprese della morte di Jim si trovava in California. Non prese sul serio la telefonata del manager Bill Siddons, allora come oggi: «La mia prima reazione fu che la morte di Jim era solo un’altra chiacchiera da Rock’n’Roll». Siddons fu spedito a Parigi per scoprire la verità. Troppo tardi, però, perchè Morrison era già stato sepolto da quattro giorni al cimitero parigino di Pere Lachaise. Nessuno ha mai esaminato la salma del cantante di "Light my fire" e "Riders on the Storm", la bara fu sigillata subito dopo la morte del musicista. «Mi chiedo sempre se la sua morte sia stata una raffinata messa in scena», ha concluso l’ex tastierista.

Light my fire - The Doors - 1967

You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire

The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire, yeah

The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire, yeah

You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire




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7 luglio 2008

Arrestato quattordicenne nel sassarese. Avrebbe violentato e filmato la sua ex. L'ha trascinata negli scantinati di casa e l'ha ripresa col telefonino minacciando di pubblicare il video su internet

La Notizia.
SASSARI -
Un quattordicenne di Ozieri (Sassari) ha violentato la sua ex ragazza, coetanea, dopo averla trascinata con l'inganno negli scantinati di casa, ha ripreso tutto col telefonino e poi l'ha minacciata di pubblicare il video su internet se non gli avesse consegnato soldi o droga. Il fatto, accaduto lo scorso febbraio, è stato reso noto solo adesso dai carabinieri della compagnia di Ozieri, che sabato pomeriggio hanno arrestato il giovane, ora rinchiuso in una comunità di recupero a Cagliari.

L'INDAGINE - La scoperta della violenza, ha spiegato in una conferenza stampa il capitano Andrea Pagliaro, si deve soprattutto all'attenzione del dirigente scolastico della scuola superiore che entrambi i giovani frequentano a Ozieri. Il preside e gli insegnanti avevano notato un cambiamento nella ragazza, che da qualche tempo si era stranamente chiusa in se stessa. Il delicato lavoro di indagine ha consentito la ricostruzione dei fatti. La vittima era andata in visita, in febbraio, a casa del suo ex, un giovane con problemi familiari e diversi atti di bullismo alle spalle, che gli erano costati sospensioni e bocciature. Al momento di tornare a casa, il ragazzo aveva voluto accompagnarla in ascensore, ma anzichè dirigersi verso il piano terra l'ha portata negli scantinati del palazzo. Là è avvenuta la violenza, filmata col cellulare, e seguita dalle minacce: «Se non mi dai 150 euro in contanti o 100 euro in droga, finisce su internet», l'aveva minacciata. La giovane era riuscita a riprendersi e ad allontanarsi, promettendogli di accontentarlo.

LA VITTIMA - Impaurita e scossa, la ragazza non aveva confidato a nessuno l'accaduto, ma il cambiamento del suo carattere aveva insospettito genitori e insegnanti, che si erano rivolti ai carabinieri. Il lavoro dei militari ha consentito di individuare il giovane, e nella sua stanza, durante una perquisizione domiciliare, si sono trovati davanti a un letamaio: escrementi di animali sparsi per la camera e indumenti sporchi abbandonati per terra, oltre a quattro grammi di hashish, diverse videocassette porno e alcuni telefoni cellulari. Il filmato della violenza non è stato trovato, ma alcuni compagni di scuola del giovane hanno ammesso di averlo visto, e i tecnici informatici stanno lavorando sui telefoni per recuperarlo. Per lui è scattato l'arresto, disposto dal gip del tribunale dei minori di Sassari Gabriella Pintus su richiesta del pm Antonio Minisola, per i reati di violenza sessuale, tentata estorsione e minacce. Quando i carabinieri sono andati a prenderlo, sabato pomeriggio, ha negato ogni responsabilità, ma poi è scoppiato in lacrime.

Un commento brevissimo.
Caro Ministro Maroni,
ma siam proprio sicuri che la piorità sulla criminalità riguardi viale Jenner e non fatti come questi che accadono pressoché quotidianamente? Da quel che so per esperienza, di cose abberranti come questa ne accadono in continuazione e spesso non c'è una coscienza del male compiuto o, per meglio dire, non si ritiene che si abbia fatto del male.  Mi preme molto porle questa questione poichè se finiremo per concentrare tutti i nostri sforzi sulla legalità al contrasto della criminalità straniera, finiremo per scordarci di quella di casa nostra che - come un fiume carsico - prenderà il sopravvento. Ed allora saranno seri problemi poiché se non si potrà più dar la colpa di ogni nostro male agli immigrati, con chi se la prenderà il popolo italiano? E che proposte faranno i partiti per carpire il loro voto qualunquista?




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20 giugno 2008

Il patto tra liceali: «Un figlio per ciascuna». A Gloucester, nel Massachusetts, ben 17 minorenni sono rimaste incinte dopo averlo deciso assieme

WASHINGTON – Al liceo di Gloucester nel Massachusetts, che conta 1.200 studenti, quest'anno 17 ragazze, tutte di 15 – 16 anni, sono rimaste incinte, e circa 140 altre si sono sottoposte a un test sulla gravidanza. Un evento senza precedenti per questa città di 30 mila abitanti, in prevalenza bianca e cattolica, all'avanguardia nella istruzione sessuale, che ha insospettito le autorità scolastiche. E a ragione. Le autorità hanno scoperto che le ragazze avevano stretto un patto irresponsabile: fare figli per riceverne l'amore incondizionato e per allevarli insieme, senza sposarsi. Traumatizzato, il preside Joseph Sullivan ha riferito che «le ragazze non incinte sono quelle dimostratesi deluse». E ha aggiunto: «Non ci capacitiamo di questo fenomeno: uno dei padri è un minorenne, un altro è un senza tetto di 24 anni, un altro è un poco di buono».

LE REAZIONI - L'incredibile vicenda ha provocato una profonda spaccatura nel liceo e nella città. Il medico della scuola, il Dottor Brian Orr, e la sua infermiera, Kim Daly, si sono dimessi: «Avevamo capito che cosa stava succedendo, e avevamo chiesto che fossero distribuiti profilattici agli studenti e che intervenissero degli psichiatri» ha protestato il medico. «Ma l'Ospedale Addison Gilbert, da cui noi dipendiamo, ha respinto la nostra richiesta. Questo fenomeno poteva essere contenuto con l'aiuto delle famiglie». Ha aggiunto Sue Todd, una dirigente di "Pathway for children", Sentiero dei bambini, una associazione assistenziale delle ragazze madri: «Ci siamo trovati in difficoltà, di solito le studentesse incinte non sono più di 4 all’anno. Non vorremmo che questa storia si ripetesse».

IL RACCONTO - A gettare luce sull'accaduto è stata una studentessa di 18 anni, Amanda Ireland, che l'anno scorso diede alla luce un maschio, e che tacque il nome del padre. «Al liceo si fa sesso - ha dichiarato alla rivista Time che l’ha intervistata - ma le mie compagne sono state dissennate. Non è facile allevare un bambino da sole, né sentirsi amate quando ogni notte ti sveglia alle tre. Non si finisce più la scuola». La giovane ha attribuito l'evento alla crisi della famiglia in America e in particolare a Gloucester: «Molte di noi si sentono incomprese e trascurate. Ma io so di avere sbagliato, un figlio ha bisogno di un padre e di una casa». Time non ha potuto avvicinare le 17 ragazze incinte né i loro genitori: il sindaco di Gloucester, Carolyn Kirk, ne ha protetto il diritto alla riservatezza. Secondo la signora Kirk, sul patto tra le 17 giovani potrebbe avere influito il film "Juno", che narra appunto della gravidanza di una sedicenne. Il sindaco evidenzia anche che in America le natalità illegittime sono tornate ad aumentare dal 2006, dopo essere calate per 15 anni. Jack Vandras, l’assessore alla sanità, ha promesso che correrà ai ripari: «Abbiamo aperto corsi sull’istruzione sessuale per le famiglie e abbiamo chiesto l'aiuto delle parrocchie. Prenderemo misure per la riapertura dell’anno scolastico». In America la vicenda ha innescato un acceso dibattito sulle responsabilità dei genitori e degli insegnanti nei confronti dei minori.

Ennio Caretto




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