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  icaroflyon La Verità non è una pietra preziosa,che si possa mettere in tasca e portare via con se. E' un mare immenso nel quale sprofondare» (Musil, L'uomo senza qualità)
 
Incontri
 













Anna ed Io

Ego scriptor








All together

I was alone in my bed


and I couldn't understand
what I will do in my life
cause it was out of sight.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul.
I can't perceive my low arms
paralysed by frailties things,
and my brain decline with others
amassed in the culture conformism.
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
I was alone in the bad
of  baby-killers full armed
in a world bursting of war,
and in all faces, wasn't love…
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and the world stay on a reef
by defiance of international law, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do...
_


Tomorrow is best than today
Tomorrow come from our brain
Tomorrow is best than today
Tomorrow we're living on way
Tomorrow is best than today
 
 



La canzone popolare

Alzati che si sta alzando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu, che hanno mandato più lontano
per poi giocargli il ritorno sempre all'ultima mano
e sono io oppure sei tu, chi ha sbagliato più forte
che per avere tutto il mondo fra le braccia
ci si e' trovato anche la morte
sono io oppure sei tu, ma sono io oppure sei tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io lo vedi da te, arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora e poi ti cerco con le mani
sono io, lo vedi da te, mi riconosci, lo vedi da te
alzati che sta passando la canzone popolare
sono io, sono proprio io,
che non mi guardo più allo specchio
per  non vedere le mie mani più veloci,
ne' il mio vestito  più vecchio
e prendiamola fra le braccia questa vita danzante
questi pezzi di amore caro, quest'esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu, che sono io e che sei anche tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
alzati che sta passando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da chiarire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da cantare ancora, si capirà.




Ballata della Speranza


David Maria Turoldo

Tempo del primo avvento


tempo del secondo avvento
sempre tempo d'avvento:
esistenza, condizione
d'esilio e di rimpianto.
Anche il grano attende
anche l'albero attende
attendono anche le pietre
tutta la creazione attende.
Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da nascere.
(Quando per la donna è giunta la sua ora 
è in grande pressura
ma poi tutta la sua tristezza
si muterà in gaudio
perché è nato al mondo un uomo.)
Questo è il vero lungo inverno del mondo:
Avvento, tempo del desiderio
tempo di nostalgia e ricordi
(paradiso lontano e impossibile!)
Avvento, tempo di solitudine
e tenerezza e speranza.
Oh, se sperassimo tutti insieme
tutti la stessa speranza
e intensamente
ferocemente sperassimo
sperassimo con le pietre
e gli alberi e il grano sotto la neve
e gridassimo con la carne e il sangue
con gli occhi e le mani e il sangue;
sperassimo con tutte le viscere
con tutta la mente e il cuore
Lui solo sperassimo;
oh se sperassimo tutti insieme
con tutte le cose
sperassimo Lui solamente
desiderio dell'intera creazione;
e sperassimo con tutti i disperati
con tutti i carcerati
come i minatori quando escono
dalle viscere della terra,
sperassimo con la forza cieca
del morente che non vuol morire,
come l'innocente dopo il processo
in attesa della sentenza,
oppure con il condannato
avanti il plotone d'esecuzione
sicuro che i fucili non spareranno;
se sperassimo come l'amante
che ha l'amore lontano
e tutti insieme sperassimo,
a un punto solo
tutta la terra uomini
e ogni essere vivente
sperasse con noi
e foreste e fiumi e oceani,
la terra fosse un solo
oceano di speranza
e la speranza avesse una voce sola
un boato come quello del mare,
e tutti i fanciulli e quanti
non hanno favella
per prodigio
a un punto convenuto
tutti insieme
affamati malati disperati,
e quanti non hanno fede
ma ugualmente abbiano speranza
e con noi gridassero
astri e pietre,
purché di nuovo un silenzio altissimo
- il silenzio delle origini -
prima fasci la terra intera
e la notte sia al suo vertice;
quando ormai ogni motore riposi
e sia ucciso ogni rumore
ogni parola uccisa
- finito questo vaniloquio! -
e un silenzio mai prima udito
(anche il vento faccia silenzio
anche il mare abbia un attimo di silenzio,
un attimo che sarà la sospensione del mondo),
quando si farà questo
disperato silenzio
e stringerà il cuore della terra
e noi finalmente in quell'attimo dicessimo
quest'unica parola
perché delusi di ogni altra attesa
disperati di ogni altra speranza,
quando appunto così disperati
sperassimo e urlassimo
(ma tutti insieme
e a quel punto convenuti)
certi che non vale chiedere più nulla
ma solo quella cosa
allora appunto urlassimo
in nome di tutto il creato
(ma tutti insieme e a quel punto)
VIENI VIENI VIENI, Signore
vieni da qualunque parte del cielo
o degli abissi della terra
o dalle profondità di noi stessi
(ciò non importa) ma vieni,
urlassimo solo: VIENI!
Allora come il lampo guizza dall'oriente
fino all'occidente così sarà la sua venuta
e cavalcherà sulle nubi;
e il mare uscirà dai suoi confini
e il sole più non darà la sua luce
né la luna il suo chiarore
e le stelle cadranno fulminate
saranno scosse le potenze dei cieli.
E lo Spirito e la sposa dicano: Vieni!
e chi ascolta dica: vieni!
e chi ha sete venga
chi vuole attinga acqua di vita
per bagnarsi le labbra
e continuare a gridare: vieni!
Allora Egli non avrà neppure da dire
eccomi, vengo - perché già viene.
E così! Vieni Signore Gesù,
vieni nella nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte,
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita;
e neppure un fratello
conosce il volto del fratello
tanta è fitta la tenebra;
ma solo questa voce
quest'unica voce
questa sola voce si oda:
VIENI VIENI VIENI, Signore!
- Allora tutto si riaccenderà
alla sua luce
e il cielo di prima
e la terra di prima
son sono più
e non ci sarà più né lutto
né grido di dolore
perché le cose di prima passarono
e sarà tersa ogni lacrima dai nostri occhi
perché anche la morte non sarà più.
E una nuova città scenderà dal cielo
bella come una sposa
per la notte d'amore
(non più questi termitai
non più catene dolomitiche
di grattacieli
non più urli di sirene
non più guardie
a presiedere le porte
non più selve di ciminiere).
- Allora il nostro stesso desiderio
avrà bruciato tutte le cose di prima
e la terra arderà dentro un unico incendio
e anche i cieli bruceranno
in quest'unico incendio
e anche noi, gli uomini,
saremo in quest'unico incendio
e invece di incenerire usciremo
nuovi come zaffiri
e avremo occhi di topazio:
quando appunto Egli dirà
"ecco, già nuove sono fatte tutte le cose"
allora canteremo
allora ameremo
allora allora...

I Limoni
Eugenio Montale

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli 
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose 
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo 
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.



Sogna Ragazzo Sogna
Roberto Vechioni


E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.


Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più;
sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu ...


Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu...


Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre:
perchè hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo, sogna, quando lei si volta, quando lei non torna.
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più:
sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerà 1'amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu.

Sogna, ragazzo, sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria.
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania.
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.


Ciao Amore Ciao
Luigi Tenco

 

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.


Notte prima degli esami
Antonello Venditti

 

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.


I migliori anni della nostra vita
Renato Zero

 

Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa
e che bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa
tu come un gentiluomo
ed io come una sposa
mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere,
c'è aria di tempesta.
Sarà che noi due
siamo di un altro lontanissimo pianeta
ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta
tutti vogliono tutto per poi accorgersi
che è niente,
noi non faremo come l'altra gente
questi sono e resteranno per sempre
i migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.

Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e nudi
come pugili dopo un incontro
come gli ultimi sopravvissuti,
forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti
e che tutta quella tristezza
in realtà non è mai esistita.
I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita.

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.


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22 aprile 2009

PRESENTAZIONE DI "FRAGILE E SPAVALDO" DI GUSTAVO CHARMET

 

Parrocchia S. Pio X

Via Marconi 129, Cinisello Balsamo

11 maggio 2009, ore 21

«Fragile e Spavaldo»

incontro per adolescenti ed adulti con

Gustavo Pietropolli Charmet

Chi è lo sconosciuto seduto sui banchi delle nostre scuole, sperduto nel labirinto dei centri commerciali, intento ad ascoltare e produrre una musica mai sentita prima d’ora, in cerca di se stesso, apparentemente disinteressato a ciò che gli adulti hanno da dirgli? Malato di fragilità narcisistica, sostenuto da una spavalderia irriverente e da un’indifferenza corrosiva, il nuovo adolescente ha una creatività inattesa che lo aiuterà a crescere, come emerge da questo ritratto sorprendente – frutto della lunga e simpatetica esplorazione del mondo dell’adolescenza fatta da Pietropolli Charmet.

Gustavo Pietropolli Charmet, specializzato in psichiatria, psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, è stato primario di servizi psichiatrici, docente di Psicologia Dinamica alla Univ. Bicocca-Milano, direttore della Scuola di Specializzazione in psicologia del Ciclo di Vita dell’Università di Milano. È presidente dell’Istituto Minotauro, del CAF, del Comitato Scientifico dell’Ass. L’amico Charly, direttore del Crisis Center di Milano. Ha pubblicato: Ragazzi sregolati (2001); Crisis center (2003); Manuale di psicologia dell’adolescenza: compiti e conflitti (con A. Maggiolini, 2004); per Franco Angeli; Non è colpa delle mamme (Mondadori, 2006).




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13 ottobre 2008

QUANTO INFLUISCE IL GRUPPO DEGLI AMICI SULLE SCELTE DI MIO FIGLIO? UN CONVEGNO DI (IN)FORMAZIONE

 


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24 giugno 2008

La Letteratura e il Dolore Indispensabile di Claudio Magris

Il treno dell' ultima notte, nell' omonimo doloroso romanzo di Dacia Maraini, arriva a un capolinea radicale, a un' eclissi definitiva dell' umano. La protagonista ritrova alla fine l' amico d' infanzia deportato dai nazisti; lo ritrova sopravvissuto ma sfigurato interiormente, disumanizzato. Questa estrema negatività è il modo di dire la verità su quegli inferi e su chi li attraversa. Dopo Auschwitz, diceva Adorno, non è più possibile fare poesia, se quest' ultima presuppone un' umanità almeno non del tutto distrutta dal male. Anche chi ha scritto, nonostante tutto, autentica poesia ha potuto farlo solo facendo i conti con quest' interdizione. Tanta letteratura, anche impegnata o drammatica, agisce invece come un analgesico nei confronti della lacerazione della vita e della storia; elude il negativo, lo isola dietro un cordone sanitario o lo inserisce in un quadro generale che ne neutralizza l' assolutezza dirompente. È un po' come inserire l' irriducibile sofferenza di un individuo - o di molti - in una statistica, sempre meno inquietante di un grido e perciò sempre inadeguata rispetto a quel grido. È stata soprattutto la grande arte d' avanguardia novecentesca a esprimere quel grido, assumendo la sua dissonanza nelle sue stesse forme e facendo del negativo la sostanza della poesia. Oggi il cosiddetto postmoderno tende a relegare il Novecento, e specialmente la sua disperazione formale ed esistenziale, nel museo del passato, mentre forse siamo ancora in quel gorgo e se scorgiamo una riva, scrive John Banville, è dal ponte di una nave che affonda. L' arte può nuovamente «far quadrare i conti della vita», come nelle stagioni classiche? Lo chiede, in un intenso libro-intervista, Daniela Padoan a Ermanno Olmi, domandandogli come abbia «affrontato la parte del negativo», vista la sua vocazione a rappresentare la speranza, l' umanità schietta e fraterna, la grazia della vita. Nella sua mitologia personale - ognuno ha il suo paesaggio dell' anima - Olmi trova l' umano in un' antica semplicità e pietas famigliare e contadina, certo personalmente vissuta ma anche idealizzata, vista nella sua fraternità con le cose piuttosto che nella sua anche regressiva brutalità. Ma in molti capolavori - La leggenda del santo bevitore, Il mestiere delle armi - la verità poetica dell' esistenza è colta nella solitudine, nella sconfitta, nell' urto spietato, nel fallimento. Infatti Olmi risponde che, nel mondo attuale, i conti si potranno far quadrare solo con un «cambiamento totale» dell' esistente e dunque con una sua negazione, assumendo su di sé tutto il negativo dell' epoca, come voleva Kafka. Egli sa bene - ne abbiamo parlato insieme spesso - che lo scenario della salvezza può essere non solo il dolce fiume dei suoi Cento chiodi, ma anche la discarica dei rifiuti; il cumulo corroso di macerie, i bidoni di immondizie in cui forse è scivolata e si è nascosta qualche perla di cui andare in cerca, così come i personaggi de Il poeta e lo spazzino di Dante Maffia trovano, frugando tra i cassonetti, veri libri che li illuminano proprio perché finiti fra gli scarti. Da Beckett a Mattioni, la spazzatura è un grande paesaggio della letteratura moderna, con una sua aura di squallore e insieme di redenzione; dopotutto, nella Bibbia il Signore dice di aver scelto quale pietra angolare della sua casa la pietra rifiutata dai costruttori, infima e disprezzata. Forse oggi è la poesia, più della prosa, a poter offrire un' immagine autentica - non consolatoria, non rassicurante, non analgesica - di speranza e di significato. «... sperperare il nostro avere/fino all' ultimo sguardo, l' ultimo/paesaggio di rovine» dice una delle molte incisive e fulminee poesie di Duetto per voce sola (Einaudi) di Alberto Bevilacqua. Quel romanziere che è Bevilacqua si interroga - in un' altra poesia della raccolta - sui propri fondamentali e confessa di aver «passato una vita decifrando/piaghe e vuoti dell' altrui esistere» forse perché sofferente di «un po' di vertigine, claustrofobia/nell' abitare solo me stesso» e dunque fuggiasco dalla propria angustia nel vuoto di altri, di tutti. Nonostante tutti gli scacchi esistenziali e lo sgomento dinanzi al vivere che la lirica registra e reinventa questo canzoniere arriva al cuore e può dire, senza falsità, un senso forte della vita che il romanzo, quando lo enuncia, può facilmente svisare nella retorica. Forse perché il linguaggio della poesia, impervio anche se certo non ermetico né sibillino, richiede al lettore di conquistarlo, con l' intensità dell' avventura e della salita, anziché di consumarlo, mentre il romanzo è più facilmente consumabile, assomiglia troppo spesso a una comoda passeggiata in piano, e per acquisire verità deve rendersi meno assimilabile, più indigesto, trasformare la passeggiata in un cammino pieno di frane, di buche, di sabbie mobili.




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25 marzo 2008

MARTINI "POLITICO" E LA LAICITÀ DEI CRISTIANI

INCONTRI - martedì 25 marzo 2008

MARTINI "POLITICO"
E LA LAICITÀ DEI CRISTIANI


Villa Ghirlanda - ore 21,00
Presentazione del libro di Giovanni Bianchi

ne parleranno:

Mons. Angelo Sala
 già responsabile della Pastorale del lavoro


Giovanni Bianchi
autore del libro

Coordina
Renato Seregni

Organizzazione
Osservatorio dei Centri Culturali
con il patrocinio del Comune di Cinisello Balsamo
 



Oggi i cattolici italiani sono divisi, e ciò che li divide è soprattutto la politica. Vi è un cattolicesimo identitario, che fa della contrapposizione al mondo la sua peculiarità, e vi è un cattolicesimo solidale, che pone la sua peculiarità nel dialogo e nell'inserimento nel mondo. Tra il principio identitario e il principio solidale quale privilegiare? Giovanni Bianchi, un cattolico che ha fatto del sociale e della politica il suo principale ambito di lavoro, individua nel magistero del cardinal Martini a Milano la sintesi matura tra questi due principi: vivere l'identità cristiana nella solidarietà al mondo. In questo senso Martini è "politico", perché indica ai cristiani che la "polis", la città degli uomini, è lo sbocco privilegiato della loro fede nel Dio fatto uomo.




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3 febbraio 2008

Un'agenda bipartisan di Mario Monti

Walter Veltroni propone di fare subito un governo di grande coalizione, presieduto da Franco Marini, per votare con nuove regole. Silvio Berlusconi si dice disposto, ma solo dopo le elezioni, da tenersi al più presto. La divergenza tattica non deve offuscare la potenziale convergenza strategica. Vi è per la prima volta una consapevolezza comune: i problemi dell'Italia sono così gravi da richiedere un impegno congiunto.

Se le energie politiche vengono spese tutte per combattere l'avversario, dove si trova la forza per arginare il disfacimento dell'Italia, ad opera degli italiani? L'opinione pubblica, stanca di uno spettacolo inconcludente e a volte indecente, chiede uno sforzo comune su cose concrete. Forse fiutando questa domanda, i due leader appaiono ora meno ostili all'idea di una grande coalizione. Ma sono credibili? Nel caso di Veltroni, si potrebbe pensare che chieda una grande coalizione subito, come unico modo per andare alle elezioni con regole migliori, ma soprattutto un po' più tardi. Per Berlusconi, dirsi disponibile ad una grande coalizione dopo le elezioni potrebbe essere un modo per neutralizzare l'argomento di Veltroni e ottenere elezioni al più presto.

Al di là di queste convenienze, è però possibile che entrambe le parti si stiano convincendo che, se non cambia qualcosa nei rapporti tra loro, la competizione per conquistare il potere è sempre più una contesa per conquistare l'impotenza. Chi vince ottiene le leve, con le quali però non riesce ad agire efficacemente, se la parte politica contrapposta e le categorie ad essa vicine vi si oppongono sistematicamente. Berlusconi, Veltroni e gli altri leader hanno la possibilità di dimostrare fin d'ora che vogliono davvero un governo più efficace. Non si tratta di impegnarsi oggi a fare una grande coalizione dopo le elezioni. Dipenderà dall'esito delle elezioni: una grande coalizione potrebbe non essere necessaria o non essere la formula migliore. Ma è certo, come mostra l'esperienza di più legislature, che un governo non riuscirà a riformare l'Italia per darle una prospettiva di crescita e di equità, se il potere politico non saprà imporre la riduzione della selva di rendite di cui godono moltissime categorie economico- sociali, vicine alla destra, al centro e alla sinistra.

Il rapporto Attali individua la principale ragione della scarsa crescita nel fatto che la Francia è in larga misura «una società di connivenza e di privilegi». Temo che l'Italia lo sia ancora di più. Nel gennaio 2006, tre mesi prima del voto, suggerii sul Corriere che i due poli assumessero un impegno bipartisan su poche misure politicamente costose, ma da tutti ritenute necessarie. Chi sarebbe andato al governo si sarebbe impegnato a introdurle, chi sarebbe andato all' opposizione a non ostacolarle. Da sinistra e da destra le reazioni furono contrarie. Gli scarsi risultati ottenuti in questi due anni, ad esempio, sulle liberalizzazioni e sui servizi pubblici locali confermano che occorre un impegno politico più unitario per resistere alle lobby.

Qualunque sia l'esito del tentativo di Marini, i principali leader hanno giusto il tempo, prima delle elezioni, di discutere tra loro se si sentono di assumersi una responsabilità comune su alcuni minimi interventi necessari, non difficili da individuare. Se non lo faranno, ogni riferimento a grandi coalizioni sarà solo strumentale. E daranno un ulteriore contributo all'antipolitica e forse alla nascita di nuovi soggetti, desiderosi di superare un bipolarismo gestito in modo da bloccare il Paese.




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11 giugno 2007

Sull'Anoressia: un invito per voi tutte e voi tutti! La presentazione a Milano del libro di Giovanna Melandri

 




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22 novembre 2006

Quando vidi la mostra di Haring a Milano, questa scultura mi impressionò subito per la sua bellezza...


... è piena di speranza, poiché Haring non era così ottimista come spesso si pensa vedendo tanti cuori...

Non basterebbe un libro intero per tradurre in parole la filosofia artistica di Keith Haring. Solo attraverso le sue rappresentazioni è possibile ricavare il messaggio diretto che l'artista ha voluto trasmettere alla società. I suoi pupazzetti, le sue figure stilizzate e surreali esplicitano un vero proprio pensiero di vita.
Il bambino a carponi, per esempio, rappresenta l'energia vitale pura ed attiva, che si muove e muove, che possiede ogni potenzialità per creare e realizzarsi. La piramide, altra figura diffusissima, per Haring è l'ascesa, la concentrazione energetica, l'equilibrio creativo e spirituale che prende luogo dalla storia passata. Molto popolare è anche la raffigurazione del cane, vera spia della società malata. Nelle sue rappresentazioni si notano spesso anche stilizzazioni di figure umane che "abbracciano", che "amano", che "danzano" e "baciano"; enorme importanza hanno anche particolarità dei dipinti di Haring: raggi che da oggetti vengono generati e colpiscono alcune sagome che a loro volta si irradiano e acquisiscono uno stato attivo, creativo, a sua volta trasmissibile. L'arte di Haring è in gran parte anche dedicata ai bambini nei quali, secondo lui, giace la vera e incontaminata purezza creativa.
Molto presente nelle opere di Keith la sfera ed il messaggio sessuale. Risulta chiara la volontà artistica di diffondere e propagandare la libertà sessuale e di presentare la pulsione dell'eros come forte energia artistica. Nelle sue opere è spesso riscontrabile la figura del "pene" o di qualche atto sessuale: anche questa è la riprova che l'arte di Keith Haring è un'arte universale, pura, diretta, senza condizionamenti e inibizioni.




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20 giugno 2006

PRESENTAZIONE A MILANO DEI "QUADERNI DEI DEMOCRATICI". VI ASPETTO NUMEROSI!!

Milano 21 giugno, ore 18.00
Libreria Archivi del 900 (ex Tikkun)
Via Montevideo n. 9 (M2 S. Agostino)

presentazione della collana
Quaderni dei Democratici

NO ALLA COSTITUZIONE DI CALDEROLI
SI’ AL PARTITO DEMOCRATICO

intervengono:

Pierluigi Mantini
Parlamentare Ulivo

Erminio Quartiani
Parlamentare Ulivo

Alberto Mattioli

Vicepresidente Provincia di Milano

Nicola Pasini
Direttore CFP – DL La Margherita

Carlo Cerami
Coord. segr. prov. Milano DS

La S.V. è invitata

La Collana presenta, in forma di agili monografie e di confronti collettanei, l'approfondimento dei temi politici e culturali che sono alla base dell'idea del partito democratico in Italia.
Il dibattito sul "pantheon degli antenati" ossia sui filoni delle culture politiche democratiche in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, le esperienze positive di ibridazione e di fusion tra culture diverse, i temi della collocazione internazionale, la vexata quaestio del superamento della contrapposizione tra laici e cattolici in politica, l'autonomia della politica dal collateralismo degli interessi, il rinnovamento dei linguaggi e delle forme organizzative della politica, l'approfondimento del sostantivo "democrazia" nella dimensione orizzontale e quantitativa (democrazia nel mondo, global governance) e nella dimensione verticale e qualitativa della "democrazia esigente" (democrazia amministrativa, digitale, dei mercati, dei consumatori, di genere, nei partiti, ecc.), lo sviluppo della democrazia dell'alternanza nel sistema politico.
Sono questi i temi principali e coerenti dell'indagine che la Collana propone con l'ausilio di autorevoli interpreti del dibattito culturale e politico del nostro tempo.

Mi farebbe molto incontrarVi tutti, in modo da aprire un confronto, ma mi accontenterò dei milanesi...




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24 marzo 2006

Libertà, democrazia, rappresentanza. Destra, Centro, Sinistra: cosa vogliono dire oggi di Michele Salvati

Sabato 25 Marzo, ore 9.30, Milano, Corso Matteotti 14.

Libertà, democrazia, rappresentanza. Destra, Centro, Sinistra: cosa vogliono dire oggi

Introduzione di Salvatore Natoli.
Intervento di Michele Salvati.




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17 marzo 2006

Come reagire al declino? Incontro con Enrico Letta a Cinisello Balsamo

17 marzo ’06, ore 20.30, Villa Ghirlanda Silva, Via Frova 60, Cinisello Balsamo.

Come reagire al declino?
Incontro con Enrico Letta

ed i candidati parlamentari della Margherita alle elezioni politiche del 2006

La serata affronterà i temi caldi dell’economia e della finanza esponendo le proposte avanzate della Margherita e presenti nel programma dell’Unione per far ripartire il paese. Nonché per esprimere il sostegno a Romano Prodi, in qualità di candidato premier, alle elezioni del 9-10 aprile 2006.

La S.V. è invitata a partecipare.

 

 




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