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  icaroflyon La Verità non è una pietra preziosa,che si possa mettere in tasca e portare via con se. E' un mare immenso nel quale sprofondare» (Musil, L'uomo senza qualità)
 
Poesia ed altro
 













Anna ed Io

Ego scriptor








All together

I was alone in my bed


and I couldn't understand
what I will do in my life
cause it was out of sight.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul.
I can't perceive my low arms
paralysed by frailties things,
and my brain decline with others
amassed in the culture conformism.
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
I was alone in the bad
of  baby-killers full armed
in a world bursting of war,
and in all faces, wasn't love…
I don't know what I can do
I don't know what I will do
and the world stay on a reef
by defiance of international law, but…
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.
All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.
All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do...
_


Tomorrow is best than today
Tomorrow come from our brain
Tomorrow is best than today
Tomorrow we're living on way
Tomorrow is best than today
 
 



La canzone popolare

Alzati che si sta alzando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu, che hanno mandato più lontano
per poi giocargli il ritorno sempre all'ultima mano
e sono io oppure sei tu, chi ha sbagliato più forte
che per avere tutto il mondo fra le braccia
ci si e' trovato anche la morte
sono io oppure sei tu, ma sono io oppure sei tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da dire ancora, se c'e' qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà
sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io lo vedi da te, arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora e poi ti cerco con le mani
sono io, lo vedi da te, mi riconosci, lo vedi da te
alzati che sta passando la canzone popolare
sono io, sono proprio io,
che non mi guardo più allo specchio
per  non vedere le mie mani più veloci,
ne' il mio vestito  più vecchio
e prendiamola fra le braccia questa vita danzante
questi pezzi di amore caro, quest'esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu, che sono io e che sei anche tu
alzati che si sta alzando la canzone popolare
alzati che sta passando la canzone popolare

se c'e' qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da chiarire ancora, ce lo dirà
se c'e' qualcosa da cantare ancora, si capirà.




Ballata della Speranza


David Maria Turoldo

Tempo del primo avvento


tempo del secondo avvento
sempre tempo d'avvento:
esistenza, condizione
d'esilio e di rimpianto.
Anche il grano attende
anche l'albero attende
attendono anche le pietre
tutta la creazione attende.
Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da nascere.
(Quando per la donna è giunta la sua ora 
è in grande pressura
ma poi tutta la sua tristezza
si muterà in gaudio
perché è nato al mondo un uomo.)
Questo è il vero lungo inverno del mondo:
Avvento, tempo del desiderio
tempo di nostalgia e ricordi
(paradiso lontano e impossibile!)
Avvento, tempo di solitudine
e tenerezza e speranza.
Oh, se sperassimo tutti insieme
tutti la stessa speranza
e intensamente
ferocemente sperassimo
sperassimo con le pietre
e gli alberi e il grano sotto la neve
e gridassimo con la carne e il sangue
con gli occhi e le mani e il sangue;
sperassimo con tutte le viscere
con tutta la mente e il cuore
Lui solo sperassimo;
oh se sperassimo tutti insieme
con tutte le cose
sperassimo Lui solamente
desiderio dell'intera creazione;
e sperassimo con tutti i disperati
con tutti i carcerati
come i minatori quando escono
dalle viscere della terra,
sperassimo con la forza cieca
del morente che non vuol morire,
come l'innocente dopo il processo
in attesa della sentenza,
oppure con il condannato
avanti il plotone d'esecuzione
sicuro che i fucili non spareranno;
se sperassimo come l'amante
che ha l'amore lontano
e tutti insieme sperassimo,
a un punto solo
tutta la terra uomini
e ogni essere vivente
sperasse con noi
e foreste e fiumi e oceani,
la terra fosse un solo
oceano di speranza
e la speranza avesse una voce sola
un boato come quello del mare,
e tutti i fanciulli e quanti
non hanno favella
per prodigio
a un punto convenuto
tutti insieme
affamati malati disperati,
e quanti non hanno fede
ma ugualmente abbiano speranza
e con noi gridassero
astri e pietre,
purché di nuovo un silenzio altissimo
- il silenzio delle origini -
prima fasci la terra intera
e la notte sia al suo vertice;
quando ormai ogni motore riposi
e sia ucciso ogni rumore
ogni parola uccisa
- finito questo vaniloquio! -
e un silenzio mai prima udito
(anche il vento faccia silenzio
anche il mare abbia un attimo di silenzio,
un attimo che sarà la sospensione del mondo),
quando si farà questo
disperato silenzio
e stringerà il cuore della terra
e noi finalmente in quell'attimo dicessimo
quest'unica parola
perché delusi di ogni altra attesa
disperati di ogni altra speranza,
quando appunto così disperati
sperassimo e urlassimo
(ma tutti insieme
e a quel punto convenuti)
certi che non vale chiedere più nulla
ma solo quella cosa
allora appunto urlassimo
in nome di tutto il creato
(ma tutti insieme e a quel punto)
VIENI VIENI VIENI, Signore
vieni da qualunque parte del cielo
o degli abissi della terra
o dalle profondità di noi stessi
(ciò non importa) ma vieni,
urlassimo solo: VIENI!
Allora come il lampo guizza dall'oriente
fino all'occidente così sarà la sua venuta
e cavalcherà sulle nubi;
e il mare uscirà dai suoi confini
e il sole più non darà la sua luce
né la luna il suo chiarore
e le stelle cadranno fulminate
saranno scosse le potenze dei cieli.
E lo Spirito e la sposa dicano: Vieni!
e chi ascolta dica: vieni!
e chi ha sete venga
chi vuole attinga acqua di vita
per bagnarsi le labbra
e continuare a gridare: vieni!
Allora Egli non avrà neppure da dire
eccomi, vengo - perché già viene.
E così! Vieni Signore Gesù,
vieni nella nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte,
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita;
e neppure un fratello
conosce il volto del fratello
tanta è fitta la tenebra;
ma solo questa voce
quest'unica voce
questa sola voce si oda:
VIENI VIENI VIENI, Signore!
- Allora tutto si riaccenderà
alla sua luce
e il cielo di prima
e la terra di prima
son sono più
e non ci sarà più né lutto
né grido di dolore
perché le cose di prima passarono
e sarà tersa ogni lacrima dai nostri occhi
perché anche la morte non sarà più.
E una nuova città scenderà dal cielo
bella come una sposa
per la notte d'amore
(non più questi termitai
non più catene dolomitiche
di grattacieli
non più urli di sirene
non più guardie
a presiedere le porte
non più selve di ciminiere).
- Allora il nostro stesso desiderio
avrà bruciato tutte le cose di prima
e la terra arderà dentro un unico incendio
e anche i cieli bruceranno
in quest'unico incendio
e anche noi, gli uomini,
saremo in quest'unico incendio
e invece di incenerire usciremo
nuovi come zaffiri
e avremo occhi di topazio:
quando appunto Egli dirà
"ecco, già nuove sono fatte tutte le cose"
allora canteremo
allora ameremo
allora allora...

I Limoni
Eugenio Montale

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli 
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose 
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo 
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.



Sogna Ragazzo Sogna
Roberto Vechioni


E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.


Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più;
sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu ...


Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu...


Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre:
perchè hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo, sogna, quando lei si volta, quando lei non torna.
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più:
sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerà 1'amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu.

Sogna, ragazzo, sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria.
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania.
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.


Ciao Amore Ciao
Luigi Tenco

 

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.


Notte prima degli esami
Antonello Venditti

 

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.


I migliori anni della nostra vita
Renato Zero

 

Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa
e che bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa
tu come un gentiluomo
ed io come una sposa
mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere,
c'è aria di tempesta.
Sarà che noi due
siamo di un altro lontanissimo pianeta
ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta
tutti vogliono tutto per poi accorgersi
che è niente,
noi non faremo come l'altra gente
questi sono e resteranno per sempre
i migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.

Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e nudi
come pugili dopo un incontro
come gli ultimi sopravvissuti,
forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti
e che tutta quella tristezza
in realtà non è mai esistita.
I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita,
stringimi forte che nessuna notte è infinita,
i migliori anni della nostra vita.

Coro: I migliori anni della nostra vita
i migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita
i migliori anni della nostra vita.


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9 gennaio 2008

All together

 I was alone in my bed
and I couldn't understand
what I will do in my life
cause it was out of sight.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul.

I can't perceive my low arms
paralysed by frailties things,
and my brain decline with others
amassed in the culture's conformism.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul, but…

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.

All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world we dreams.

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.


I was alone in the bad
of baby-killers full armed
in a world bursting of war,
and in all faces, wasn't love…

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and the world stay on a reef
by defiance of international law, but…

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.

All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do...

Tomorrow is best than today
Tomorrow come from our brain
Tomorrow is best than today
Tomorrow we're living on way
Tomorrow is best than today
Tomorrow is best than today...




permalink | inviato da icaroflyon il 9/1/2008 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 ottobre 2007

All together (il mio inno per il Pd, scritto 5 anni fa...)

I was alone in my bed
and I couldn't understand
what I will do in my life
cause it was out of sight.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul.

I can't perceive my low arms
paralysed by frailties things,
and my brain decline with others
amassed in the culture's conformism.

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and my life stay on the reef
of exclusion of the soul, but…

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.

All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world we dreams.

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.


I was alone in the bad
of baby-killers full armed
in a world bursting of war,
and in all faces, wasn't love…

I don't know what I can do
I don't know what I will do
and the world stay on a reef
by defiance of international law, but…

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do.

All together, we can live
our dreams of humanity.
All together, we can built
the peaceful world of dreams.

All together, we can see
our dreams and not a reef.
All together, me and you
We can do, all we want to do...

Tomorrow is best than today
Tomorrow come from our brain
Tomorrow is best than today
Tomorrow we're living on way
Tomorrow is best than today
Tomorrow is best than today...




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2 agosto 2007

La Guerra sui nostri corpi. (La pagina di Bologna)



Il prato che si è riaperto al venire 
della notte, si svela, qui ai nostri occhi 
svegliati, in questa moltitudine 
di croci immacolate, innominate. 


 
Sembra che attendano il nostro nome, 
di noi ignoti militi, involontari 
dinanzi al destino, di esser chiamati 
per qualcosa che non vogliamo.





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19 luglio 2007

Paolo Borsellino (da InCapaci di vedere, parte II)

Che caldo fa quest’oggi a Palermo,
tra queste case tutte appiccicate,
ove tutto pare immobile, fermo,
tanto le ultime mosche son tacciate

in casa: s’ammazzano se si alzano,
come questo Sole che ora si appanna:
le tue ultime ore son li che danzano,
mentre la bomba sempre più s’affanna.

D’improvviso diventasti polvere,
tra la polvere di mille “giustizie”,
dei tuoi casi destinati ad involvere.

Fu subito che ripiombò la calma
tra le auto incenerite, le immondizie
nella strada e la linea della palma.




permalink | inviato da icaroflyon il 19/7/2007 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 luglio 2007

A love supreme. A reading for John Coltrane

Sono molti mesi, dalla fine del 2005, anno in cui nacque questo testo, che aspetto questo giorno, il giorno in cui, quarant'anni fa, il grandissimo John Coltrane iniziò a suonare per l'eterna orchestra dei Cherubini... e lui la voce, il sax solista, mistico, profondo, doloroso e di gioia eterna. Quando ascoltai per la prima volta il suo capolavoro "A love supreme", rimasi scioccato dalla potenza fideistica di questa musica... tanto che volli darle delle parole, dare qualcosa di mio in suo tributo, un tentativo di fare del suono delle parole, le parole di una storia d'amore... dell'amore che Coltrane sapeva narrare senza parole.

(I. Acknowledgment)


Un amore supremo
travolge me
si prende me
ne fa qualcosa che
io non so cos'è
non so cos'è
non so com'è
non so perché
non so chi è
non so... è
non... è



(II. Resolution)


«scendi a darmi una spiegazione
se c'è ancora un senso nell'amore
scendi a dirmi se pensi che ci sia
una vita che si unisce o che si sfa.»

dimmi, dimmi, dimmi,
non tacere, non urlare:
non sai mediare.

«scendi a darmi una ultima azione
se c'è ancora un porta nell'amore
scendi a dirmi se credi che ci sia
una vita che si unisce o che si sfa.

scendi a darmi una risoluzione
se c'è ancora un cuore nell'amore
scendi a dirmi se intendi che ci sia
una vita che si unisce o che si sfa.»

Tu ti lamenti di me
e non sai guardare oltre
la dimensione remota del cuore.

Tu ti ricredi di me
e non sai guardare oltre
la dimensione attuale del cuore.

Tu ti rigeneri in me
e sai guardare dentro
la dimensione vera dell'amore.

Io ti attendo, come un cardellino
ma tu non mostri, recalcitri
di continuo,
di continuo.

dimmi, dimmi, dimmi,
non tacere, non urlare:
non sai mediare.

«scendo a darti una ultima azione
se c'è ancora un porta nell'amore
scendo a dirti se credo che ci sia
una vita che si unisce o che si sfa.

scendo a darti una risoluzione
se c'è ancora un cuore nell'amore
scendo a dirti se intendo che ci sia
una vita che si unisce o che si sfa.»

Tu ti lamenti di me
e non sai guardare oltre
la dimensione remota del cuore.

Tu ti ricredi di me
e non sai guardare oltre
la dimensione attuale del cuore.

Tu ti rigeneri in me
e sai guardare dentro
la dimensione vera dell'amore.

Viene la vita dell'amore.
Ne respiriamo il profondo afrore.

Nasce come un sentimento
sepolto da troppo tempo

Nasce da un sentimento
sepolto in un remoto tempo

da noi sepolto
da noi sepolto

da noi sepolto.



(III. Pursuance)


Ora la via si mostra come una novità
incandescente, fuorviante agli schemi,

ora siamo noi la rete, la struttura
il cemento cui poggiarsi per reggersi

nulla di più che io e te io e te
in questo bruciante metallo che fonde con la roccia
siamo solo noi stretti in questa morsa
che cui travolge, si fa incontrollabile

ed è bello essere così, vivere così, morire così
senza una ragione dettata dalla ragione,
ma solo dal cuore, dal rigenerarsi della passione

ed è bello morire così, essere così, vivere così
senza una ragione dettata dalla ragione,
ma solo dal cuore, dal rigenerarsi della passione

nulla di più che io e te io e te.

Ripiomba la notte, gli afrori spenti
le percussioni ultimate (io e te io e te)

ed è bello essere così, vivere così, morire così
senza una ragione dettata dalla ragione,
ma solo dal cuore, dal rigenerarsi della passione

Ripiomba la notte, i colori spenti
le previsioni ultimate (io e te io e te)

ed è bello morire così, essere così, vivere così
senza una ragione dettata dalla ragione,
ma solo dal cuore, dal rigenerarsi della passione

Ripiomba la notte, i motori spenti
l'elucubrazioni ammazzate (io e te io e te).

Ora la luce si spegne su questo sipario
sfatto molte volte e rifatto altrettante.

Resta solo l'amore supremo che ci ha coinvolto.
Una immagine, una icona e molto più di quanto
si sia capaci di scrivere tra un bagliore e l'altro.

Tra un bagliore e l'altro.



(IV. Psalm)


Resta solo l'amore supremo che ci ha coinvolto.
Una dimensione, una eccezione e molto più di quanto
si sia capaci di scrivere tra un bagliore e l'altro.

Tra un bagliore e l'altro.
(io e te) (io e te)

Tra un bagliore e l'altro.
(te e io) (te e io)

Tra un bagliore e l'altro.
(TE)

Tra un bagliore e l'altro.
(IO)

Tra un bagliore e l'altro.
(non troveremo altro elenco)

Tra un bagliore e l'altro.
(disperderemo troppo tempo)

Tra un bagliore e l'altro.
(nell'attesa di un nuovo tempo)

Tra un bagliore e l'altro.
(moriremo senza un lamento)

Tra un bagliore e l'altro.
(saremo un dolce sgozzamento)

Tra un bagliore e l'altro.
(ci ritroveremo)

Tra un bagliore e l'altro.
(saremo)

Tra un bagliore e l'altro.
(appariremo)

Tra un bagliore e l'altro.
(ci ameremo)

End. 





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23 maggio 2007

Guardali Giovanni i lugubri monti...

Guardali Giovanni i lugubri monti
che spezzano giustizia e legalità,
da impedire il costruire di quei ponti
che arrestano chi delinque in libertà.

Già, respiro ancora quell’aria stanca
che si fa tritolo, terra bruciata
dentro il massacro della Croma bianca,
nella nostra coscienza assassinata.

Passando Capaci, ti hanno asciugato
la mafia e la politica in connubio;
io che ero ragazzo non ho scordato,

ma i giovani, oggi sembianti d’assenzio,
non vedono ciò che conta o il suo dubbio:
la Verità, tutto il resto è silenzio.




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24 gennaio 2007

Incapaci di vedere (immagini da una strage). (a.d. 2000)

Guardali Giovanni i lugubri monti
che spezzano giustizia e legalità,
da impedire il costruire di quei ponti
che arrestano chi delinque in libertà.

Già, respiro ancora quell’aria stanca
che si fa tritolo, terra bruciata
dentro il massacro della Croma bianca,
nella nostra coscienza assassinata.

Passando Capaci, ti hanno asciugato
la mafia e la politica in connubio;
io che ero ragazzo non ho scordato,

ma i giovani, oggi sembianti d’assenzio,
non vedono ciò che conta o il suo dubbio:
la Verità, tutto il resto è silenzio.

E io…

che caldo fa quest’oggi a Palermo,
tra queste case tutte appiccicate,
ove tutto pare immobile, fermo,
tanto le ultime mosche son tacciatebors10

in casa: s’ammazzano se si alzano,
come questo Sole che ora si appanna
(e tue ultime ore son li che danzano,
mentre la bomba sempre più s’affanna).

D’improvviso diventasti polvere,
tra la polvere di mille “giustizie”,
dei tuoi casi destinati ad involvere.

Fu subito che ripiombò la calma
tra le auto incenerite, le immondizie
nella strada e la linea della palma.

E tu…

sicuramente ti sei suicidato
con la tua auto a ben oltre centro metri,
pesanti come dei passi, Impastato,
dentro l’ardente sabbia di vetri

di spiagge lottizzate di Sicilia,
dove esplodi se tu osi ribellarti
alla brulla fosca piovra che umilia
che ti sgozza fino  ad incatenarti.

Le indagini “accurate”, d’altro canto,
confermarono la tesi mafiosa
che lo fanno in tanti anche per un vanto,

ma non finisce la lotta, la storia,
di chi combatte con quest’aria afosa:
a chi non si piega vada la gloria.

E poi…

 («PER NON DIMENTICARE» trovai incisa
su quella labile lapide invisa
e alibizza la nostra indifferenza;
sarà che abbiamo tutti un’essenza,

mastri odianti la comunicazione,
chiusi dentro a un dialogo inesistente:
non c’è quadro che dia una spiegazione
a questa paralisi persistente.

Nessuno protesta più per la strada
per ‘sti morti divenuti inutili,
su questa Terra che è ruvida e brada;

la grande Madre s’è dimenticata
di loro, per delle cose futili,
l’ha rimossi come un’unghia incarnata)

Loro vogliono…

CHE NOI NON PENSIAMO MAI A NIENTE CHE POSSA,
IN QUALCHE MODO, DESTABILIZZARE IL LORO POTERE
CONSOLIDATO… MA NOI ORA ANDIAMO AVANTI INSILENTI,
A FAR NUOVA POLITICA: NON SIAMO ANCORA IN INVERNO.




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16 novembre 2006

I binari

«Le vite sono come le rotaie della metropolitana e mai si intrecciano, corrono parallele fino a morire nell'ombra delle gallerie. Credevo di aver trovato l'amore, quello che ti fa battere il cuore, quello che è il sangue che dà vita a vitalità al corpo, altrimenti freddo, frigido, morto. E la gente d'attorno, perlopiù turisti, si divertono a far le foto con i centurioni. Scendono qui, alla fermata del Colosseo corredati dal set del perfetto gitante. Che ne sa questa informe bolgia di cosa è il mio dolore... ».

Stava mettendo il piede in fallo quando mancavano non più di venti metri al giungere del locomotore. Il tempo era perfetto ad evitare salvifiche frenate al conducente e per morire d'istante, travolta da un'onda di metallo assordante. D'improvviso uno scippatore le si avvicinò e le strappò la borsetta, la fece cadere sulla banchina in lacrime. Nessuno si era accorto di ciò che aveva fallito. Tutti pensarono subito e solo allo scippo. La aiutarono a rialzarsi.
Lei intravide nel vagone il volto di un giovane. Non era un volto qualsiasi per lei. Lui la guardava con pietà. Sembrava che avesse intuito la verità dei fatti. La metropolitana ripartì e vide sfumare quel volto così amico, conosciuto anche se non lo aveva mai incontrato. Provava una sensazione nuova nelle viscere, come un ritorno ad ardere delle ceneri.
Le forze dell'ordine le parlavano, ma lei non rispondeva. Nella mente sentiva il ripercuotersi delle immagini che si scontravano, il piede in fallo, lo strattone dello scippatore, la metropolitana e...  lui: non capiva se era solo un caso, un evento imponderabile o la cieca volontà del destino.
Finalmente reagì e la portarono a sporgere denuncia per lo scippo.
Per tutta la notte non riuscì a toglierselo dalla mente. Non pensava ai documenti o al resto, alla violenza arrecatagli e a quella che si stava arrecando: solo a lui. Diventava la missione della sua vita rincontrarlo, solo una volta, solo perché ciò avviene nei film, solo perché la vita ha bisogno di sogni che, a volte, alla fine sono solo illusioni.
La mattina prese l'85 e scese al Colosseo. Tornava alla stessa fermata. Alla stessa ora. Alla stessa banchina. Al giungere della metropolitana sentiva salire il battito in corpo. Ma era una tachicardia amorosa, non auto-martirizzante.
La metropolitana entrò velocemente nella stazione. Lei vedeva scorrere tutti i volti e li scandagliava uno ad uno, come foto segnaletiche.

«Eccoti!», pronunciò nella mente.

Si affrettò a salire in quel vagone, facendosi largo tra la folla delle otto e un quarto. Gli si mise vicino. Anche lui, dalla stesso istante in cui era salita, la mirava come se avesse qualcosa da dirgli. Nessuno dei due parlava. Si studiavano come se fosse in atto un duello di scherma; era la timidezza a prendere il sopravvento.
Al giungere nei pressi della fermata Cavour, il conducente frenò bruscamente e lei, che non aveva modo di reggersi, finì nelle sue braccia pronte ad accoglierla.

Lei gli disse: «Scusami... »

«Di nulla... », gli rispose «prendi spesso questa linea?»

«No...  è stato un caso... »

«Come ieri?»

«Si, come ieri... »

«Son contento che tu non abbia fatto ciò che avevi pensato... »

«... come?»

«Anch'io una volta ci pensai. Fui sul punto. Ma dopo non so se fu per il caso, per qualche evento imponderabile o per la forza del destino, mi fermai».

La ammirava come se sapesse tutto di lei, come se quei pochi minuti gli avessero dato tutto quello che una vita intera, a volte, non ti dà.
Lei lo guardò come se sapesse tutto di lui, si sentiva identica e questo le bastava: nel profondo delle sue viscere sentiva il riaccendersi delle ceneri, il rifarsi fenice e pronta a volare.

Le rispose: «Hai ragione.».

Due leggeri rivoli solcarono il suo viso. Anche lui si era commosso. Si sentiva come il navigante tornato alla dimora dopo anni di navigazione e peripezie.
La abbracciò, come se loro carni divenissero una. Lei lo strinse al petto, scrosciante di battiti, che tornava a profumare di vita.

Lei gli disse: «Domani ci sei?»

Lui rispose: «Tu, domani ci sei?»

Assieme si dissero «Si».

Scesero a Termini. Lui doveva andare al lavoro lì vicino. Ma l'amore lo imprigionava in quel abbraccio che sentiva ancora saldo al proprio petto.

«Ci vediamo domani, stesso punto, stessa ora?», gli disse buttandosi la giacca su di una spalla.

«Si», le rispose, «stesso punto, stessa ora».

Si diedero un bacio profondissimo, come solo nei finali dei film si danno, quelli che strappano la lacrima allo spettatore, quelli che fanno congiungere gli innamorati, quelli che, almeno una volta nella vita, tutti vorrebbero provare. Quella volta Piazza dei Cinquecento era il miglior set possibile di ripresa.
Si staccarono lentamente. Lui la salutò e iniziò a scendere via del Viminale, con lo sguardo che non voleva disunirsi da lei. Lei tornava nella metropolitana lentamente cercando di salvare ogni frammento prezioso di ciò che era per lei: una apparizione.
Era di nuovo sulla banchina ad aspettare il treno. Ricordava ciò che aveva pensato il giorno prima e tra sé esclamò: «Le vite sono come le rotaie della metropolitana, prima o poi, forse all'infinito, si intrecciano e nelle gallerie non muoiono poiché non c'è l'ombra a regnare, ma la luce che viene dai tuoi occhi».




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19 luglio 2006

InCapaci di vedere (parte II)

Che caldo fa quest’oggi a Palermo,
tra queste case tutte appiccicate,
ove tutto pare immobile, fermo,
tanto le ultime mosche son tacciate

in casa: s’ammazzano se si alzano,
come questo Sole che ora si appanna:
le tue ultime ore son li che danzano,
mentre la bomba sempre più s’affanna.

D’improvviso diventasti polvere,
tra la polvere di mille “giustizie”,
dei tuoi casi destinati ad involvere.

Fu subito che ripiombò la calma
tra le auto incenerite, le immondizie
nella strada e la linea della palma.




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23 maggio 2006

InCapaci di vedere (immagini da una strage) [Parte I]


Guardali Giovanni i lugubri monti
che spezzano giustizia e legalità,
da impedire il costruire di quei ponti
che arrestano chi delinque in libertà.

Già, respiro ancora quell'aria stanca
che si fa tritolo, terra bruciata
dentro il massacro della Croma bianca,
nella nostra coscienza assassinata.

Passando Capaci, ti hanno asciugato
la mafia e la politica in connubio;
io che ero ragazzo non ho scordato,

ma i giovani, oggi sembianti d'assenzio,
non vedono ciò che conta o il suo dubbio:
la Verità, tutto il resto è silenzio.




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